Logo Iniziativa sulle cure infermieristiche

FAQ

Perché il controprogetto adottato dal Parlamento non è sufficiente?
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Il controprogetto indiretto elaborato dal Parlamento si concentra sulla formazione di nuovi infermieri. Questo non comporta alcun miglioramento del sovraccarico cronico del personale che lavora oggi, delle sue difficili condizioni di lavoro e dei molti abbandoni precoci della professione. Mancano misure per migliorare le condizioni di lavoro dei curanti attualmente attivi. Mancano misure per prevenire gli abbandoni prematuri della professione e per garantire la qualità delle cure. Ecco perché dobbiamo votare sì all'iniziativa sulle cure infermieristiche.

Un gruppo professionale non rientra nella Costituzione federale!
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La costituzione determina come è strutturato il nostro sistema sanitario. Dietro ogni prestazione medica o infermieristica ci sono sempre dei gruppi professionali. L'articolo Cost 117a afferma che la medicina di famiglia è una componente essenziale delle cure primarie. La medicina di famiglia è praticata dai medici di famiglia, cioè un gruppo professionale.

Dall'entrata in vigore dell'articolo 117a della Costituzione federale nel 2014, il Parlamento e il Consiglio federale hanno respinto tutte le iniziative per rafforzare le cure infermieristiche Questo è ingiustificabile nell'interesse delle persone bisognose di cure, poiché già oggi in Svizzera c'è una carenza di personale infermieristico e sono necessarie misure urgenti per garantire la qualità delle cure. L'iniziativa popolare è anche l'unico modo per le associazioni e i privati di esercitare i loro diritti politici.

L'iniziativa sulle cure infermieristiche è una preoccupazione sindacale che rafforza solo il personale infermieristico diplomato. Non vogliamo l'accademizzazione delle cure.
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L'iniziativa sulle cure infermieristiche permetterà di sopperire alla carenza di curanti e di assicurare che a medio termine tutte le persone che hanno bisogno di cure siano ben assistite.

Per quanto riguarda i percorsi formativi già oggi possibili, l'iniziativa non cambia nulla. Occorre un numero sufficiente di infermieri qualificati, perché anche le situazioni di cura diventano sempre più complesse. È una realtà che in Svizzera diversi percorsi portano al diploma in cure infermieristiche. Tuttavia, questo non cambia il fatto che nella pratica sono urgentemente necessarie le competenze di tutti i diplomati, indipendentemente dal percorso formativo scelto.

Le cure infermieristiche dovrebbero essere menzionate nella Costituzione perché studi scientifici dimostrano che la qualità delle cure nel settore ospedaliero è più efficace in termini di costi quando l'80% delle cure sono fornite da infermiere e infermieri diplomati.

Votando SÌ, tutte le persone bisognose di cure, oggi o in futuro, ne trarranno beneficio. Un voto positivo andrà a beneficio di tutti i curanti perché saranno formati più curanti, perché i salari per la formazione saranno più elevati, perché ci sarà di nuovo un numero sufficiente di effettivi nei team e perché la qualità delle cure potrà essere garantita.

Se l'iniziativa sulle cure verrà accettata, la sua attuazione richiederà molto più tempo del controprogetto già adottato dal Parlamento.
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Questo non è vero. Se l'iniziativa sulle cure infermieristiche viene accettata, il Consiglio federale è obbligato a prendere misure efficaci per rimediare alla carenza di personale infermieristico entro 18 mesi. Questo è previsto nelle disposizioni transitorie. Secondo l'articolo costituzionale, il parlamento deve adottare le altre basi legali entro quattro anni. Tutti i requisiti sono specificamente menzionati nelle disposizioni transitorie. Devono essere definite delle misure per quanto riguarda le condizioni di lavoro, gli effettivi in tutti i settori e la remunerazione adeguata delle prestazioni infermieristiche. Il Parlamento può quindi basarsi sul controprogetto indiretto esistente.

Se l'iniziativa sulle cure viene respinta, non ci sarà un controprogetto indiretto.
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Questa affermazione è sbagliata. Se l'iniziativa sulle cure viene respinta, il controprogetto indiretto del Parlamento entrerà molto probabilmente in vigore. Con ogni probabilità, non ci sarà nessun referendum.

Il personale straniero aiuta a risolvere la carenza di curanti in Svizzera. Questo avviene già e non deve cambiare.
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Il reclutamento dall'estero è un problema fondamentale perché la Svizzera sta privando altri paesi dei loro operatori sanitari. In linea di principio, essi dovrebbero essere impiegati dove sono formati.

I paesi d'origine migliorano le loro condizioni di lavoro per contrastare la migrazione. Le conseguenze si fanno già sentire. È diventato più difficile occupare i posti vacanti con personale straniero. Questa è una delle ragioni per cui 10.000 posti di lavoro nel settore sanitario svizzero rimangono scoperti.

Se le frontiere vengono chiuse e i frontalieri non possono più entrare in Svizzera, le cure ospedaliere crolleranno in molte regioni di confine. Dallo scoppio della pandemia di coronavirus, questo scenario non è più così assurdo. La Svizzera non dovrebbe dipendere dall'estero per un settore così importante come la sanità.

L'iniziativa sulle cure è un pozzo senza fondo. Se l'iniziativa sulle cure viene accettata, i costi dell'assicurazione di base esploderanno.
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È vero il contrario.

I costi stanno aumentando perché aumenta il numero degli anziani, perché ci sono più malati cronici e con multimorbidità e perché aumentano le persone che vivono in Svizzera. L'iniziativa sulle cure infermieristiche assicura che tutti abbiano accesso a cure di qualità, anche in futuro.

Se i pazienti ricevono un'assistenza migliore, questo conviene anche dal punto di vista finanziario. Vale la pena investire nelle cure, poiché ciò comporta un risparmio diretto: si riducono le complicazioni, gli errori, i ricoveri e si accorciano le degenze.

La massa salariale totale del personale curante negli ospedali e nelle cliniche rappresenta il 17% dei costi operativi totali di queste istituzioni. È scientificamente provato che la qualità delle cure è migliore quando l'80% delle prestazioni sono fornite da infermiere e infermieri diplomati. Per raggiungere questo requisito, occorre sostituire il 10% degli operatori sociosanitari (OSS) con infermiere e infermieri diplomati.

Ciò comporterà un aumento dei costi salariali di 69 milioni di franchi, che sarà compensato da un risparmio di circa 357 milioni di franchi. Questa cifra si basa su un'analisi scientifica dei dati reali di 1,2 milioni di pazienti in 135 ospedali acuti.

Lo studio InterCare dell'Università di Basilea mostra che il 42% dei ricoveri ospedalieri per i residenti delle case di cura potrebbe essere evitato se in queste strutture fossero impiegati più curanti qualificati. Il risparmio potenziale ammonta a 100 milioni di franchi l'anno. Il risparmio potenziale per le persone anziane che vivono ancora a casa ammonta a 1,5 miliardi di franchi.

Il Parlamento ha anche adottato il principio di "ambulatoriale prima di stazionario". Come risultato di questa decisione, i costi totali delle cure stanno diminuendo, anche se i costi delle cure ambulatoriali stanno aumentando.

Anche la durata della permanenza in una professione ha una notevole influenza sulla necessità di poter disporre di forze nuove. Se la durata media della permanenza nella professione può essere prolungata di un anno, la necessità annuale di nuovo personale si riduce di circa il 5%. Se ogni OSS e ogni infermiere rimane nella professione un anno in più, si risparmiano 30 milioni di franchi all'anno in costi di formazione.

I salari dei curanti sono troppo bassi?
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Gli stipendi dei curanti variano molto e dipendono dal livello di formazione, dall’esperienza professionale, dal settore di cura e dalla regione. Tuttavia, tendono troppo bassi in relazione alla responsabilità e al carico di lavoro del personale. Affinché le organizzazioni siano in grado di offrire condizioni di lavoro adeguate, è necessario che ci siano un finanziamento più elevato per la remunerazione delle cure infermieristiche in tutte le organizzazioni che impiegano curanti.

I datori di lavoro si oppongono all'iniziativa popolare perché non possono permettersi di rispettare i requisiti di personale. Il personale non può essere assunto in anticipo.
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Una remunerazione adeguata per le prestazioni di cura è un prerequisito per gli ospedali, le cliniche psichiatriche, i centri di riabilitazione, le case di cura e i servizi di assistenza domiciliare per migliorare le loro condizioni di lavoro, assumere sufficiente personale e pagare salari adeguati.

L'articolo costituzionale stabilisce che "ci sia un numero sufficiente di infermieri qualificati per coprire i bisogni crescenti e che l'assegnazione delle persone che lavorano nel campo delle cure infermieristiche corrisponda alla loro formazione e alle loro competenze".

L'effetto positivo del nursing staff ratio, il rapporto tra infermieri e pazienti, è scientificamente provato. L'iniziativa sulle cure infermieristiche non specifica deliberatamente il numero di infermieri. Il rapporto del personale infermieristico deve essere definito per area infermieristica dai professionisti medici e infermieristici.

Il 16 settembre 2021 il Consiglio nazionale ha fatto un'inaspettata inversione di tendenza. Ha deciso di introdurre una cosiddetta Nurse-to-Patient-Ratio. "Diversi studi a lungo termine mostrano chiaramente che il numero di infermieri diplomati ha un impatto importante sulla qualità delle cure e quindi sulla sicurezza dei pazienti. L'introduzione di un "nurse to patient ratio" migliora in modo evidente la qualità delle cure", come si legge nella mozione 19.4053, adottata dal Consiglio Nazionale.

Trovo irritante che molte infermiere non si vaccinino. Non è solidale nei confronti dei pazienti.
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La stragrande maggioranza del personale infermieristico è vaccinata contro il Covid-19. Nei cantoni di Zurigo e Soletta, il tasso è superiore all’80%.L’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri (ASI) raccomanda ai suoi membri di vaccinarsi contro il Covid-19 e ha partecipato fin dall’inizio alla campagna di comunicazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Tuttavia, l’ASI si oppone alla vaccinazione obbligatoria. Le persone che non vogliono essere vaccinate devono seguire la strategia di screening della loro istituzione. Per evitare qualsiasi contagio, è anche importante che le misure protettive e igieniche siano rigorosamente rispettate.

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